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A nessuno interessa il coaching

Se ne parla ovunque: su facebook, su linkedin, su instagram, sui siti delle associazioni. Poi vai nel mondo reale e o ne trovi una conoscenza distorta o la non conoscenza.

La conoscenza distorta
Motivazione o carboni ardenti. Oppure: ce l’ha la Ferrari da otto anni (gli anni durante i quali la Ferrari non ha combinato niente). Tutto questo è il frutto dell’impatto che hanno le “rigorose metodologie” o “la perfetta conoscenza dei processi”.
Metodologie che vengono fatte risalire agli anni 70 del secolo scorso, sviluppate nel contesto culturale americano.
Quello che mi ha sempre fatto impazzire, ma che sembra assolutamente normale, è che oggi che si parla di cybersecurity, di smart working, di innovazione digitale, di industria 4.0, si vogliono continuare ad usare ancora strumenti ormai datati di mezzo secolo fa (dico così perché 50 anni non fa lo stesso effetto).
La conoscenza distorta fa sì che si chiedano a gran voce certificazioni del coaching e coach certificati, certificati e certificazioni che, a norma di legge, non valgono niente.

La non conoscenza
E’ un dato di fatto: ne parli alla gente normale e vedi sguardi vitrei. La gente non sa cos’è il coaching, se lo sa sa quanto previsto dal paragrafo precedente: mah, roba americana.

A nessuno interessa il coaching
Questa è la realtà. Sebbene questo sia impreciso: interessa ai coach, alle scuole di coaching, a chi propone coaching.
Ma alla gente normale non interessa. Come non interessa alle aziende, alle quali viene proposto dai fornitori abituali di formazione, perché “funziona”.
Comunque non interessa a nessuno. Quello che interessa è altro: come raggiungo i miei risultati, come prendo una decisione in modo efficace, come funziono meglio in un mondo che è schizzato.
Questo interessa. Non interessa nemmeno chi lo fa, il coach.

Alla fine di tutte le cose coach è un’etichetta come un’altra. Io non voglio essere un coach, voglio essere Pierangelo Soldati, quello che:

  1. Ti ha fatto raggiungere dei risultati che volevi ottenere
  2. Ti ha aiutato a prendere decisioni migliori in meno tempo
  3. Che ti ha fatto capire come e quando funzioni nel modo migliore

Il resto, perdonatemi, è accademia.

Se l’8 novembre 2019 sei di passaggio a Forlì, vieni a trovarmi qui.

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